Ercole Moretti & f.lli s.n.c.

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Storia della Ercole Moretti


Lo spirito eclettico dei Moretti li ha portati  ad introdurre nell'artigianato vetrario muranese alcune importanti innovazioni. Fra tutte, occorre ricordarne almeno due: la prima è stata  l'utilizzazione del tubicino di rame al posto del ferro ricoperto di argilla per la costruzione delle perle di vetro a lume, rame eliminato successivamente con l'acido nitrico. Era il 1935. Il sistema consentiva una produzione più facile e la possibilità di ottenere dei fori perfettamente lucidi e molto più sottili, adatti a fare il nodo fra una perla e l'altra.  Naturalmente in breve tempo tutti i produttori di perle di vetro di Venezia si adeguarono al nuovo sistema.

Altra piccola grande invenzione fu quella della fettuccina di rame usata per costruire un cerchio dentro il quale trovava posto una complessa composizione di segmenti di canna  di vetro di Murano chiamata murrina. Portata a fusione la composizione, si otteneva un dischetto compatto che veniva poi molato e lucidato. Era il 1968. Nascevano così le cosiddette Murrine, che crearono rapidamente una moda. Il sistema per la produzione delle murrine venne subito carpito  da uno stuolo di artigiani grandi e piccoli, e da privati che  producevano questi piccoli monili in casa come secondo lavoro. L'importanza del sistema consisteva nella possibilità di formare diverse forme di oggetti in vetro murrino, ognuno dei quali avrebbe dato degli esemplari perfettamente identici fra loro.

Se per tradizione la produzione Moretti, tranne qualche eccezione, si è rivolta soprattutto all'ornamento della donna,  negli anni Novanta è stata affrontata una linea  di oggettistica: quella dei piattini di vetro murrino. I Romani hanno lasciato delle sorprendenti testimonianze di ciotole e piattini in vetro costruiti con le murrine. Esistono degli esemplari nei più importanti musei del mondo. Quando, sul finire dell'Ottocento, la vetraria muranese riprese slancio dopo decenni di crisi, Vincenzo Moretti, valoroso tecnico presso la Compagnia Venezia Murano, imitò con straordinaria perfezione alcuni di quegli oggetti e altri ne fece di propria fantasia, contribuendo in modo determinante al rilancio della tecnica della murrina che da allora non è più stata abbandonata. Alcuni dei titolari della Ercole Moretti, pronipoti di quel Vincenzo, avviavano negli anni Novanta la produzione di piattini in vetro murrino che naturalmente non potevano avere la preziosità di quelli ottocenteschi, ma che riproponevano comunque una lavorazione che conservava il fascino delle cose di un tempo.